Tipi alternativi e Cervelli spenti

Siamo strani, siamo un pianeta veramente strano. Esordisco così perché alla fine guardare il mondo con logica, significa essere effettivamente il “tipo alternativo” che tutti tentano di essere.

Rasta al bar fichetto con un calice di vino rosso in mano, fichetti in bar fichetto con un calice di vino rosso in mano, ragazze vestite da galà al bar fichetto con un calice di vino rosso in mano, rapper vestiti con cavallo basso in un bar fichetto con un calice di vino rosso in mano… potremmo andare avanti. Ognuno tenta di essere alternativo, ma non riesce a sfuggire alle mode del momento, passo davanti a certi locali e mi sembra di essere al raduno nazionale di sommelier in maschera.

Intanto, chi ama star seduto tranquillo in bar e spararsi magari un analcolico, diventa lo sfigato o forse il vero alternativo.

“Non so, mi piace la tua cipria”. “Ma che belle scarpe!”. “Visto ho cambiato macchina!”. “Ho comprato il cellulare nuovo, guarda touch screen e tutte le apps per lavorare”.

La sagra dell’ordinaria vuotezza.

La scusante di molti è: “ho lavorato tutto il giorno e adesso voglio rilassarmi”

Invece, esiste solo la volontà di mettersi in vetrina. Come ogni buon essere umano non alternativo, ma che fa parte di un gregge di ignare pecore al pascolo, nemmeno sul posto di lavoro pensa realmente, tutta la propria vita è vuota e priva di significato, tutto fine a se stesso, senza uno sbocco emotivo reale verso il prossimo, se no per mostrare l’ultima cagata acquistata.

Una sera avevo deciso di perdere il mio tempo in un bar “sfigato”, mi sono seduto con un paio di amici ed abbiamo ascoltato qualche discussione del bar fichetto vicino. L’idea era quella di riuscire ad intercettare (prima che scatti la legge bavaglio) qualche conversazione intelligente, un qualcosa che ci facesse sperare che effetivamente esiste una forma di vita dotata di un pensiero indipendente in quel posto di sassi.

Nulla… siamo andati via prima di sentire l’ennesimo commento su reality show e trasmissioni schifose.

In pratica l’italiano si merita quello che ha. Si merita di essere governato da uno show man, di avere in televisione solo spazzatura (nessuno può stare sveglio tutte le notti per vedere qualcosa di intelligente e svegliarsi presto per lavorare), si merita tutto.

Una generazione di “cervelli spenti” alla ricerca di un’identità, costruita su miti “fattoni” che hanno dedicato la loro vita a: bucarsi, tirare di coca e morire giovani, diventando i nuovi idoli di una generazione spenta, incapace di emozionarsi se non davanti a qualche brillante, incapace di pensare a qualcosa di serio che non sia il proprio Io.

I veri alternativi, spesso non sanno di esserlo. Si dedicano agli altri, studiano e si informano si mettono in discussione e cercano sempre quel qualcosa in più. Ma sono troppo pochi contro una massa d’ignoranza. È proprio come dice Seneca, la vita che abbiamo la sprechiamo ed iniziamo veramente a vivere troppo tardi, verso la fine, quando le forze per cambiare il mondo se ne sono andate. Allora non si fa altro che entrare in depressione, rimanere sul divano ed appoggiare le mani su un ventre gonfio di birra, spegnendo un’altra volta il cervello e vivere come pecore, in attesa di essere guidate da un nuovo guru della moda.

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Published in: on giugno 9, 2010 at 8:25 am  Lascia un commento  

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